Orlando furioso in jazz

L’Orlando Furioso raccontato da Italo Calvino. Tra giullari, poesia e… soap-opera!

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Produzione: Bonawentura in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e la compagnia teatrale Mamarogi

Interpreti: Laura Bussani, Adriano Giraldi, Alessandro Mizzi, Maria Grazia Plos, Ivan Zerbinati, Riccardo Morpurgo (piano) e Flavio Davanzo (tromba)
quadri e disegni di Ugo Pierri

Le vicende di Rotholandus-Orlando ebbero grande fortuna popolare nel Medioevo, sicuramente in Francia ma anche e soprattutto in Spagna e in Italia. Tema principale del poema di Ludovico Ariosto è come Orlando divenne, da innamorato sfortunato d’Angelica a pazzo furioso, ma vi si narra di come le armate cristiane, per l’assenza del loro primo campione rischiarono di perdere la Francia e di come la ragione smarrita dal folle venne ritrovata da Astolfo sulla Luna. Il tutto intrecciato a decine di sottotrame di epiche e magiche storie con decine di personaggi presi in altrettanti intrecci amorosi e guerreschi.

Possiamo dire che l’Orlando furioso sia stato in un certo senso una delle prime e più potenti soap operamai scritte, uno degli intrecci narrativi più fenomenali mai creati  ed  entrato stabilmente nella memoria popolare attraverso le più varie riletture (il poema ariostesco era d’altronde già un ‘plagio’ della medievale “La Chanson de Rolande”, ampiamente ‘saccheggiata’ anche da Matteo Boiardo per il suo “Orlando innamorato”).

Da qui  nasce l’ interesse delle due compagnie Pupkin Kabarett e Mamarogi per l’opera e per la sfida di affrontare un poema cinquecentesco e renderlo fruibile a tutti. Offrire al pubblico uno spunto per la lettura o la rilettura di un classico in modo moderno, leggero ed ironico. “Partendo da questo abbiamo deciso di raccontare il  capolavoro ariostesco, intervallando  parti di commento e narrazione in prosa ai versi del testo originale del Furioso, senza rispettare la divisione in canti ma seguendone piuttosto lo zigzag  narrativo”.

Angelica, la bellissima figlia del re del Catai, Orlando, Rinaldo, Ferraù,  Bradamante, l’Ippogerifo, amori e massacri, sortilegi, incantesimi e peripezie verranno riletti in modo scanzonato, moderno e suggestivo. Avremo così un dialogo di Orlando con il suo psichiatra, anziane e appassionate signore che commentano le vicende da sotto il casco del parrucchiere, duelli sanguinosi con mostri di plastica e persino la musica di due musicisti jazz a cui verrà affidato il commento sonoro. Il tutto nell’intento di riportare la magia, la fantasia e l’ironia del poema cinquecentesco ai giorni nostri, a un gusto contemporaneo e post-moderno.

Gli ingredienti sono molti: il copione è nato da un lavoro comune di ricerca e riscrittura coordinato nella sua prima fase da Ivan Zerbinati,  le splendide immagini di Ugo Pierri hanno ricreato il mondo incantato di Astolfo sulla Luna, la musica rigorosamente dal vivo si è sposata alla voglia di giocare, creare e riscoprire. Gli attori scorrazzeranno per la terra e il cielo con i Paladini di Carlo Magno, inseguendo fanciulle, eroi e principesse in vicende che si diramano in ogni direzione e si intersecano e biforcano di continuo come, appunto, in una soap opera.

Il progetto è nato da una residenza teatrale  all’interno del parco di San Giovanni di Trieste nell’ambito  di “Lunatico Festival 2015 “.  Ora  è stato ripreso e rivisitato dalle due compagnie con un approccio “curioso” ed anticonvenzionale al teatro. Lo spettacolo nella sua prima fase è stato accolto dal pubblico con grande entusiasmo.

Note di regia: Difficile districarsi da tutte le trame e sotto trame che compongono l’Orlando Furioso. Difficile riuscire a raccontarle tutte in un’ora e mezza di tempo, è impresa impossibile e aggiungerei inutile. Utile invece è portare alla luce quelle situazioni, quelle atmosfere e  quei personaggi che hanno un eco effettivo, una risonanza concreta con la nostra sensibilità e la nostra immaginazione. Abbiamo lasciato a tali componenti il compito di diramare questo universo dove persino tempo e luogo sono marionette nelle mani della fantasia di Ariosto. Abbiamo preso alcuni dei personaggi senza i quali l’epopea non sarebbe potuta finire. Abbiamo tratteggiato il loro viaggio a modo nostro, con semplicità, divertimento, rispettandoli e un po’ tradendoli tutto in nome della nostra fantasia.